All About Jazz Italy review by Enrico Bettinello


Angles – Epileptical West, Live In Coimbra (CF 182)
Valutazione: 5 stelle
Gli Angles sono una delle band più emozionanti del jazz creativo di oggi. Politica, vibrante, libera, comunicativa! Se già il precedente Every Woman Is a Tree ci aveva colpito per la capacità di fare brillare di energie nuove un lessico condiviso come quello che deriva dalla grande stagione estatico-modale degli anni Sessanta, questo nuovo Epileptical West – registrato dal vivo a Coimbra – si candida senza dubbio a essere uno dei dischi dell’anno.
La formazione, guidata dall’imprevedibile sassofonista svedese Martin Küchen, è rmasta invariata, forte di Magnus Broo e Mats Älekint a tromba e trombone, del pungente vibrafono di Mattias Ståhl e della ritmica composta da Johan Bertling e Kjell Nordeson.

Si parte già al massimo dei giri, con una “Present Absentees/Pygmi” nella quale convivono echi folk e ipnosi alla Chicago Underground, per poi affidare al lungo e ieratico crescendo di “Today Is Better Than Tomorrow” il compito di far cadere ogni barriera emozionale tra musicisti e ascoltatori.
È una musica in cui vivono Africa e funk, free scandinavo e post-bop, tensioni collettive e voci soliste, il tutto in un costante dis/equilibro sorretto sempre da una solida vocazione alla condivisione: succede con la title-track [che sembra uscita dal songbook di William Parker], così come succede con la ipnotica e danzante “En Svensk Brownie,” in cui riecheggia il primo Hemphill.

Dal precedente disco viene ripresa proprio la simbolica “Every Woman Is a Tree,” dedicata alle donne irachene e i continui riferimenti sociali e politici della musica di Küchen e soci [che trovano spazio anche nel booklet] riescono a non sembrare mai pretestuosi, diventando energia pura, rabbia ma anche speranza. Il leader è protagonista qui di un solo lancinante, così come la sua voce al contralto è pregna di blues nella conclusiva “Let’s Tear the Threads of Trust,” ma tutto il sestetto sembra in stato di grazia.

Globale e incazzato, mai autoreferenziale e sempre consapevole, il jazz di oggi e di domani dovrebbe sempre essere come quello degli Angles.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=5368

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