All About Jazz Italy review by Enrico Bettinello


Rudresh Mahanthappa / Steve Lehman – Dual Identity (CF 172) ****
Sono due tra i sax contralto più originali e significativi degli ultimi anni i titolari di questa band, Rudresh Mahanthappa e Steve Lehman, che si sono conosciuti [è forse un caso, ma piuttosto significativo] al Festival di Verona del 1999 e da allora intrecciano le rispettive carriere secondo coordinate che si distinguono per partner comuni – uno su tutti Vijay Iyer – e un approccio tagliente all’improvvisazione.

Con loro in questo concerto portoghese del 2009 troviamo la chitarra di Liberty Ellman, il contrabbasso di Matt Brewer e la batteria di Damion Reid, ottimi complici per una musica che, come si può facilmente intuire, possiede tutti i caratteri nervosi e urbani che conosciamo alle composizioni dei due sassofonisti. Sono forme angolose, ritmi dispari, iterazioni nevrotiche, scansioni post-funk [in un’ideale linea lessicale che li unisce a Steve Coleman] le componenti di questi temi, sui quali sia Lehman che Mahanthappa improvvisano con folate furenti, a volte sovrapponendosi, altre volte facendo risaltare le rispettive peculiarità.

Alla base di tutto sta una condivisa complessità architettonica – splendidamente mediata dall’intelligenza di Ellman, oltre che sorretta dalla precisione della ritmica – la cui componente di inquietudine assume a tratti toni vagamente isterizzati, ma che quando si addentra a esplorare angoli bui, come nella splendida “SMS,” rivela una felicità espressiva davvero rara.

I due sassofonisti sintetizzano nella loro musica molte intuizioni della generazione post-coltraniana, quelle di un Braxton o di un Threadgill [si ascolti “Post-Modern Pharaohs”], ma colpisce anche la capacità di far dialogare astrazione e narratività all’interno dell’articolato gioco formale delle composizioni

Tra le cose più belle certamente la danza zigzagante di “Circus” [firmata da Mahanthappa] e l’ossessiva “Rudreshm” [di Lehman], per giungere alla conclusiva “Dual Identities,” che dà il titolo al disco e che affida ai soli sassofoni un dialogo che sembra sbucare da qualche loft newyorkese degli anni Settanta.

Gemelli diversi, ma irresistibili!
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=5428

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