All About Jazz Italy review by Luca Canini


cf-1291Daniel Levin Trio – Fuhuffah (CF 129)
La batteria, il contrabbasso, il violoncello.
Si potrebbe presentare così, parafrasando Lucio Battisti, il nuovo trio di Daniel Levin, formazione al debutto assoluto sotto l’egida della sempre lungimirante Clean Feed. E, rispettando l’ordine di cui sopra, alla batteria incanta Sua Sensibilità Gerald Cleaver, al contrabbasso giganteggia il vichingo Ingebrigt Haker-Flaten, al violoncello furoreggia, infine, il titolare della band (di recente ascoltato nel trio di Rob Brown nel meraviglioso Sound, altra gemma nel catalogo sempre più ghiotto dell’etichetta portoghese).

Se vi state chiedendo quale recondito mistero si nasconda dietro il titolo, Fuhuffah altro non è che un neologismo onomatopeico, il tentativo piuttosto maldestro di restituire in vocali e consonanti il suono di un respiro profondo. Un respiro profondo che sul pentagramma si trasforma in una sequenza di otto note che aprono la cavalcata free dell’omonima title-track, lungo gli otto minuti della quale Levin mette in mostra la propria sfavillante tecnica alternando archetto e pizzicato.

E il free, più o meno storico, più o meno black, è il tono dominante dell’intero disco, con l’incalzante “Shape” che si lascia apprezzare per il funky flavour scandito dalla sezione ritmica; mentre la struggente “Hangman” (unico non originale in scaletta) sa di omaggio al Revolutionary Ensemble e all’arte di Leroy Jenkins (buttate un occhio al video più sotto, si tratta di una versione live del celebre traditional). Omaggio esplicito, invece, quello a Jimmy Lyons, al quale è dedicata la conclusiva “Wiggle,” apice dell’intero disco con i suoi vertiginosi saliscendi.

Ben fatto Mr. Levin!
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3827

+ There are no comments

Add yours