All About Jazz Italy review by Maurizio Comandini


Elliott Sharp – Scott Fields – Sharfefelder (CFG 003)
I percorsi dei due chitarristi d’avanguardia Elliott Sharp e Scott Fields sono piuttosto differenti, anche se indubbiamente si possono trovare alcuni punti in comune. Sharp è una delle espressioni più importanti e coerenti della scena downtown newyorkese e mette assieme progetti di amplissimo spettro che lo vedono passare dal blues arcaico rivisitato alla sperimentazione più radicale. Scott Fields è meno noto ma è una delle risorse più importanti della scena di Chicago, anche se da molti anni preferisce rimanere piuttosto defilato.
In questa occasione hanno scelto di chiudersi in una stanza, accendere i registratori, guardarsi negli occhi, senza prendere particolari accordi. Ognuno ha messo a disposizione una serie di composizioni spesso basate su sistemi di notazione inusuali, che pescano dalla grafica e dalla poesia. Poi hanno tirato fuori le chitarre acustiche e hanno dato il via all’esplorazione dei rispettivi mondi, cercando di compenetrarli, di rivoltarli, di scardinarli. Senza rispetto e senza paura.

In situazioni come questa la consuetudine ad affrontare l’ignoto senza mai perdersi d’animo è il necessario grimaldello che può aprire tutte le porte e i due chitarristi si muovono con il giusto mix di creatività, capacità di ascoltare e sensibilità nel rispondere alle sollecitazioni. E il risultato è di ottimo livello, un vero e proprio manifesto per l’improvvisazione a due, indipendentemente dallo strumento utilizzato. Allo stesso tempo l’ascoltatore smaliziato riesce a ricreare nella propria mente una mappa piuttosto precisa per identificare gli scenari legati alle possibilità di forzatura timbrica delle chitarre acustiche, come non mai capaci di diventare fonti di ritmo, di suoni, di brandelli tematici che compaiono qua e là come per magia.
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