All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero


Michael Attias – Renku in Coimbra (CF 162)
La presenza di due brani targati Lee Konitz e Jimmy Lyons non è casuale. Del primo Michael Attias possiede l’eloquio dai toni astratti del secondo l’esuberanza controllata. Volendo completare il quadro dei riferimenti potremmo dire che nel contralto di Attias si ritrovano pure la morbidezza e la nonchalance di Wayne Marsh e la logica matematica di Anthony Braxton. Insomma Attias è un sassofonista che ha assimilato appieno il linguaggio di alcuni maestri del sassofono e lo ha rielaborato in maniera originale e funzionale alla sua visione musicale.
Registrato in un pomeriggio nel 2004, durante una three-night residency del quintetto con Tony Malaby e Russ Lossing al JACC Festival, Renku in Coimbra è la classica seduta nata quasi per caso, come momento di relax tra le fatiche di un tour. Solo che quasi magicamente tutti i dettagli che concorrono alla riuscita di una registrazione sembrano andare ciascuno al proprio posto, come guidati da una mano invisibile. Ne risulta così una musica che rispecchia l’assoluto comfort dei musicisti, che suonano con grande intensità e altrettanta scioltezza, prediligono le atmosfere calde e rilassate, smussando gli angoli e spianando le asperità delle improvvisazioni che normalmente contraddistinguono le loro esibizioni.

Il lavoro di Satoshi Takeishi, impegnato spesso alle spazzole, abile nel creare sequenze stranianti con i metalli riducendo al minimo la pulsazione delle pelli, e il poderoso contrabbasso di John Hebert, autore di alcuni strepitosi interventi solistici, completano un triangolo musicale che mette in mostra un lato della personalità artistica di Michael Attias non sempre valorizzata.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4935

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