All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero


Adam Lane / Lou Grassi / Mark Whitecage – Drunk Butterfly (CF 116)
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Non fatevi ingannare dalle traiettorie bizzarre tracciate dalla farfalla ubriaca disegnata sulla copertina!
Drunk Butterfly (bel titolo) è disco lucidissimo nella sua progettazione e nella sua messa in opera, ricca di sfaccettature e di apparenti incongruenze, è vero, ma assai rigorosa nella sua unitarietà d’intenti. Che è quella di esaltare lo spirito libertario e improvvisativo della musica afroamericana all’interno di strutture compositive mobili ma riconoscibili, senza barricate stilistiche con il solo desiderio di dare adeguato risalto alla propria creatività.
Si passa così da “The Last of the Beboppers“, dichiarazione d’amore verso il padre di tutti i filoni del jazz moderno, con Whitecage ispirato in egual misura da Charlie Parker e Anthony Braxton, a “Sanctum“, brano dalle atmosfere pan-africane con profumo d’ebano evocato dal clarinetto basso. “Like Nothing Else“ è un pezzo di bravura di Adam Lane che con l’archetto crea un piccolo capolavoro di eleganza improvvisativa, mentre in “Chichi Rides the Tigers“ il suo robusto walkin’ bass innesta un free funk obliquo, e “Marshall“ è un blues sussurrato e metafisico grazie all’insolito uso di pause, silenzi e scale anomale.

Drunk Butterfly è l’incontro tra due generazioni di musicisti che si trovano a proprio agio con qualsiasi canovaccio sonoro. Il loro modo di affrontare l’improvvisazione tiene in gran considerazione, anche nelle situazioni più estreme, la componente melodica. Questa viene sottoposta ad ogni sorta di trattamento, di trasformazione, di sollecitazione ma conserva quel minimo di riconoscibilità che conquista l’ascoltatore ad una più coinvolgente partecipazione.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3201

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