All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero


cf-1181

Conference Call – Poetry In Motion (CF 118)
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Il tessuto connettivo che riveste Conference Call è di quelli forti ed elastici allo stesso tempo, grazie ad una fitta trama di relazioni che caratterizzano i percorsi dei quattro musicisti coinvolti. Il formidabile sassofonista e clarinettista tedesco Gebhard Ullmann vanta un sodalizio decennale con il pianista Michael Jefry Stevens, a sua volta co-leader con il bassista Joe Fonda di un ensemble stabile che da più di vent’anni esplora con successo i territori del freebop. Il batterista George Schuller è l’ultimo arrivato ma ha comunque alle spalle ben sette anni di sodalizio con questo quartetto.

Tutti questi numeri non potevano non riversarsi in Poetry in Motion, un CD pertanto fortemente coeso e compatto, senza sbavature, intenso, dagli incastri perfetti e dallo sviluppo armonioso. I quattro musicisti hanno attraversato a vario titolo le vicende della musica improvvisata negli ultimi vent’anni e in questo disco sembrano tirare le somme, impegnati in una sorta di pausa di riflessione sui suoi possibili sviluppi. Vi è una grande senso di calma e di tranquillità lungo le sette tracce del disco nonostante la musica sia spesso attraversata da fremiti violenti o da improvvise deflagrazioni.

Il clima complessivo della registrazione è quasi di stampo cameristico, nel senso di una precisione esecutiva e di una pulizia di suono non sempre facili da trovare in musicisti abituati a scorribande sonore tutt’altro che meditate. Ma pulsa forte il battito dell’improvvisazione, che sia quella di stampo dolphyano del clarone di Ullmann o quella dai forti accenti accademici del piano di Jefry Stevens il quartetto è in perenne movimento grazie anche alle invenzioni e alle sollecitazioni dei due ritmi.

Le composizioni sono tutte meritevoli di attenzione anche se non possiamo non segnalare “Back to School“, dal tema ornettiano che esplode grazie al sax tenore di Ullmann , “Quirky Waltz“ dall’incedere guardingo e misterioso e il conclusivo “Desert … Bleu … East“, una ninna nana che si trasforma progressivamente in visione allucinata prima di chiudersi come un blues notturno.

Un altro gran disco da casa Clean Feed.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3200

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