All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero


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Dennis Gonzalez NY Quartet (at Tonic) – Dance of the Soothsayer’s Tongue (CF 094)

Dance of the Soothsayer’s Tongue comprende due distinte sedute di registrazione accomunate, nell’intento del leader, dallo stesso spirito improvvisativo. La prima, datata 9 agosto 2003, consiste nei trentaquattro minuti live, registrati al Tonic di New York, sopravvissuti ad una serie di inconvenienti di tipo tecnico e rimasti per lungo tempo nel cassetto. La seconda è una registrazione in studio di un anno successiva, ispirata da quello spezzone di un concerto, si dice, leggendario, e appositamente pensata per poter dare alle stampe il prezioso materiale inedito.

E in effetti Dance of the Soothsayer’s Tongue risulta un disco compatto, senza strappi tra la parte live e quella in studio, con quattro musicisti in stato di grazia che si muovono con grande confidenza e agilità tra le maglie compositive di Dennis Gonzalez.

L’apertura e la chiusura del disco sono affidate a due episodi quasi intimisti, un dialogo in punta di piedi tra la tromba soave e purissima di Gonzalez e le percussioni di Michael Thompson. “The Matter at Hand“, è un mid-tempo articolato, incisivo, dall’anima urbana, che mette in mostra un grande Mark Helias al contrabbasso. I dieci minuti di batteria solitaria in “Soundrhythium“, lungi da esibizionismi muscolari, si risolvono in una ipnotica cavalcata ricca di momenti melodici. Ma l’intera registrazione ruota attorno ad “Afrikanu Suite“, venticinque minuti di improvvisazione e di creatività nei quali la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

In Dance of the Soothsayer’s Tongue vi è una straordinaria miscela di dolcezza e di tribalismo, di espressività melodica e di approccio selvaggio alla materia sonora, incarnata al meglio dalla voce tenue e infantile, alla Don Cherry, di Gonzalez ed il sax ruvido e abrasivo di Eskelin.
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