All About Jazz | Harris Eisenstadt Canada Day – Quartet Live


By Stefano Merighi

Il talento percussivo ma ancor più compositivo di Harris Eisenstadt viene confermato da questa incisione dal vivo, che la formazione modulare Canada Day—qui ridotta a quartetto—ha realizzato ad Avignone nel marzo 2018 durante un fortunato tour europeo.

Anche se Eisenstadt ha approfondito tradizioni percussive sia africane che centroamericane, la sua musica non sfrutta queste suggestioni, preferendo la lingua franca del jazz internazionale contemporaneo, dove una scrittura sintetica ma solida apre fondali per improvvisazioni dei singoli, che si snodano sia singolarmente che in potenti contrappunti.

Il batterista siede in cabina di regia di un team pregiato: Nate Wooley è da tempo solista avveniristico e tecnicamente prodigioso; Alexander Hawkins è tra i pianisti più versatili della scena; Pascal Niggenkemper ha un suono sfavillante ed è tra i quattro il meno lodato ma a torto. Insieme danno forma a una musica complessa ma a suo modo davvero leggibile, che pur apparendo rigorosa e talora arcigna, si scioglie invece volentieri in melodie avvincenti, che sfiorano il lirismo.

La seconda traccia ad esempio, dopo un incipit si direbbe puntillistico, prosegue con un adagio da requiem declamato dal pianoforte—-con controcanto del basso—di notevole appeal. Oppure la quinta, dove un solo di basso espressionista si risolve in un quasi blues in minore, da brivido. In altri capitoli l’andamento è invece quello multi-ritmico e multi-tematico che molto jazz di oggi utilizza (con poco swing, se così vogliamo dire), che l’autore indica come “unison compositions.”

Non ci si annoia mai comunque, anche perchè spesso è la tromba di Wooley a salire in cattedra, saettante sia nelle libere galoppate a tempo veloce, sia negli interventi più “teatrali,” come nei tre minuti a cappella di “Poschiavo 36,” dove ogni sorta di materiale parassitario è posto alla pari con i fraseggi più tradizionali. E qui un bell’omaggio a Lester Bowie si intuisce senza che ciò sia esplicito.

Applausi dunque ad Eisenstadt, che in modo sobrio e generoso non pone mai i suoi tamburi davanti al collettivo, favorendo così il successo della musica di gruppo. I titoli sono tutti riferiti a Poschiavo (Svizzera) perchè lì sono state composte le musiche, durante una residenza artistica di Eisenstadt, nel 2017.

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