All About Jazz Italy review by Enrico Bettinello


CF 148Steve Swell –   Planet Dream (CF 148)
La costruzione di un processo creativo condiviso è sempre stata la centro dell’interesse del trombonista Steve Swell, musicista le cui notevoli qualità di improvvisatore non sempre trovano il giusto riconoscimento. Planet Dream, in trio con il sax contralto di Rob Brown e il violoncello di Daniel Levin, si muove proprio sulla condivisione delle traiettorie improvvisative, sulla creazione di un obbiettivo espressivo comune che si nutre delle identità dei singoli musicisti per aprirne il lessico all’inaspettato.
In questo senso, il preciso richiamo che Swell fa, nelle note di copertina, alla figura di William Parker [della cui Little Huey Creative Orchestra è, insieme a Brown, un componente fondamentale] è piuttosto eloquente: questo “pianeta dei sogni” è un luogo dove, nelle parole del musicista, “l’accettazione di se stessi, l’accettazione del cambiamento e l’accettazione degli altri con la loro musica e come l’aria che respiriamo”.

Alternando temi scritti a improvvisazioni libere, con una forte attitudine all’astrazione che viene però spesso ricondotta – attraverso un senso del blues lacerato e attualissimo nelle sue fibrillazioni—a un’umanità dai tratti riconoscibili, dolente [i glissando che sia il trombone che il violoncello usano in funzione espressionistica e vocalizzante] ma mai sfiduciata, il trio mette in atto una serie di strategie creative che, se talvolta non hanno nell’immediatezza il loro punto di forza, riescono comunque a non suonare mai autoreferenziali o aride.

A volte entrano in gioco richiami quasi inconsci [pensiamo ai fantasmi di Abdul Wadud e Julius Hemphill, stemperati da una rinnovata ibridazione del gesto] e una semplicità ancestrale, come nell’ostinarsi di “Airtight,” ma il piacere di ascolti ripetuti svela continui piani di scambio emotivo, oltre che sonoro. Non facilissimo in certi momenti e forse meno sognante di quanto non preannunci il titolo, ma davvero denso di musica.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4267

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