All About Jazz Italy review by Libero Farnè


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Raymond MacDonal / Günter Baby Sommer – Delphinius & Lyra (CF 086)

Bello, ma certo non innovativo o d’importanza ineludibile, questo CD, inciso dal vivo a Glasgow nel settembre 2005, che rientra nell’ambito della libera improvvisazione a due voci (tanto è vero che tutti i brani sono a firma congiunta). Bello per l’onesta, collaborativa impostazione del dialogo, per la fluida schiettezza comunicativa, per la varietà degli accenti e la naturalezza con cui si concatenano le idee…

Rimarchevoli soprattutto la qualità del sound, i colori delle pronunce strumentali dei due improvvisatori: pronunce che racchiudono in sé una lunga esperienza, personale ed anche collettiva, nel senso che si riaggancia al patrimonio comune della musica improvvisata di esplicita matrice jazzistica. Il drumming di Sommer si basa su metriche variate, su precisi, affascinanti disegni costruttivi, che ricordano sia molte delle basilari esperienze afroamericane (da Roach a Rashied Ali, a Thurman Barker) sia moduli più semplici, tipici di certe tradizioni popolari. MacDonald, forse preferibile al contralto che al soprano, possiede una sonorità aperta, di aggressiva comunicativa, che viene modulata in una grande varietà di increspature, strozzature, filanti progressioni o sfaldate discontinuità.

Eppure non si può fare a meno di notare che nell’arco degli otto brani non manca qualche soluzione risaputa, soprattutto nel fraseggio del sassofonista, che sembra talvolta rifugiarsi in cliché tipici di questo genere musicale. Come non manca qualche momento di prudente attesa, che se da un lato serve a stemperare la foga dell’interpretazione, variando le dinamiche della parabola narrativa del duo, dall’altro appare frutto di una momentanea indecisione nel tentativo di riorganizzare le idee.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=2264

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