All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero


Tony Malaby’s Apparitions – Voladores (CF 165)
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Se mai ce ne fosse ancora bisogno, questa incisione conferma Tony Malaby come un gigante tra i sassofonisti della generazione dei quaranta/cinquantenni. Troppo spesso considerato musicista per musicisti o side-man di lusso nonostante una manciata di album a proprio nome di tutto rispetto, Malaby in questo Voladores mostra tutto il suo valore di compositore, di solista e di leader.

Nel suo sax tenore è condensata, sintetizzata e sublimata al meglio la storia dello strumento, che sa essere morbido e caldo ma anche aspro e tagliente, ortodosso e timbricamente ordinato ma anche debordante e fuori dalla tonalità, contrassegnato da una fluidità naturale debitrice dei tenoristi del periodo d’oro ma anche capace di spigolosità improvvise, salti di registro, ed esplorazioni estreme, figlie del free storico.

Rispetto ad Apparitions il suo album del 2003 che vedeva una simile formazione, l’organico subisce una minima ma significativa variazione. Michael Sarin viene rimpiazzato da John Hollenbeck che oltre alla consueta maestria alle percussioni mette in campo una poco conosciuta abilità nel giostrare tra marimba, vibrafono, xilofono e melodica. Tutto l’impianto armonico, timbrico e ritmico della musica di Malaby ne trae gran beneficio, allargando il ventaglio espressivo con un salto di qualità davvero significativo.

In Voladores convivono brevi improvvisazioni, organizzate attorno a minuscole idee timbriche, e brani più strutturati, costruiti su un giro di blues o su una cellula melodica e poi portati su altri lidi dall’inventiva e dalla visione prospettica dei musicisti coinvolti. Il tutto partendo da “Homogenous Emotions,” brano di Ornette Coleman mai registrato in precedenza eseguito come il Coltrane del dopo “A Love Supreme”.

Come dire, “a buon intenditor poche parole…”
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4933

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