All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero



Luis Lopes – Humanization 4tet (CF 105)

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Una pulsazione ipnotica con la cavata del contrabbasso che aggancia subito l’attenzione dell’orecchio, il ribollio della batteria che swinga libera, ed il groove di fondo è servito. Poi entra il tenore, ruvido quanto basta, note in economia per frasi suggerite, frastagliate, penetranti; infine la chitarra, elettrica ma dolce, avvolgente e naive, fuori da schemi e modelli riconoscibili.
Si presenta così l’Umanization 4tet, senza clamori, senza effetti pirotecnici, ma con un suono ben definito, un approccio compositivo originale, un fare un poco ruspante, le idee chiarissime, da formazione navigata. Ed invece sono all’album di debutto. Il leader portoghese Luis Lopes è ottimo compositore, chitarrista anomalo, gran assemblatore di talenti, solista maggiormente interessato al risultato complessivo piuttosto che a mettere in evidenza le proprie abilità o le singole voci.

In “Paso (for Pier Paolo Pasolini)“ si mette al servizio della lunga improvvisazione del tenorista Rodrigo Amado, creando macchie timbriche minime ma perfette nell’esaltare i delicati equilibri. In “Principio da incerteza (for Stephen Hawking)“ attraversa il brano con linee dall’andamento irregolare, utilizzando una tecnica di tipo puntillistico con reminiscenze di Derek Bailey. Mentre in “Long March (for Frida Kahlo)“ sono le venature country-folk alla Bill Frisell a prendere il sopravvento.

Detto dei fratelli Gonzalez, figli del grande trombettista Dennis, coppia ritmica affiatata, mobilissima, elastica, implacabile, non si può non sottolineare la grande personalità del sassofonista Amado. In possesso di un timbro d’altri tempi, che si lanci in improvvisazioni furiose come nella conclusiva “4 Small Steps“, o che costruisca frasi dall’architettura ineccepibile, Amado conserva una musicalità, un senso melodico, una souplesse esecutiva assai rare nei sassofonisti odierni che operano nei territori del jazz più creativo.

Gruppo da seguire con grande attenzione.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=2986

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