All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero


cf-108Fight the Big Bull – Dying Will Be Easy (CF 108)
Valutazione: 4.5 stelle

Nelle interessanti note di copertina, Steve Bernstein, leader dei Sex Mob, associa ciascuno dei quattro brani di Dying Will Be Easy ad altrettanti capolavori della musica orchestrale, citando Black Saint and the Sinner Lady di Mingus, New Orleans Suite di Ellington, Communications ed Escalator Over the Hill di Mike Mantler oltre che Art Ensemble of Chicago, Archie Shepp ed altri, per il particolare tipo di formazione orchestrale utilizzato.
Verissimo, e l’ascoltatore più attento e preparato riconoscerà pezzi di storia del jazz in ogni anfratto delle quattro tracce presenti sul CD. Ma quello che impressiona veramente in Dying Will Be Easy è l’impatto che il nonetto in questione riesce a creare dalle prime note, coinvolgendo immediatamente l’ascoltatore in un percorso che associa una fruibilità epidermica, tattile, ad un fantastico lavoro di destrutturazione e ricomposizione del materiale sonoro a disposizione.

L’ensemble respira come un unico organismo ma mai come in questa occasione si avverte chiaro e distinto il pulsare di ogni suo singolo componente. Ottoni e ance creano fantastiche trame timbriche che possiedono il nitore delle più frizzanti giornate di montagna nelle quali si percepiscono distintamente profumi e aromi ma dove è l’insieme che solletica i sensi e ottenebra la mente.

Sarebbe un delitto soffermarci su di un brano piuttosto che un altro, ma non possiamo non segnalare l’apertura della title track, con il trombone distorto che fa da apripista ad una sezione jungle dai toni sgangherati che si trasforma a sua volta in un ruspante beat campagnolo per l’incendiario intervento del sax tenore.

Dying Will Be Easy ha la struttura di un EP (poco più di trenta minuti) e la portata di un enciclopedia del jazz. Ma, soprattutto, è la geniale dimostrazione di come si possa attingere alla tradizione per produrre musica fresca, intelligente, curiosa e proiettata nel futuro. In un piccolo-grande disco pressoché perfetto c’è spazio solo per un appunto: per dirla ancora con Bernstein, “a little more guitar, Matt!”.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3530

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