All About Jazz review by Vincenzo Roggero


cf-1231Harris Eisenstadt – Guewel (CF 123)
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Un po’ di Art Ensemble of Chicago per l’africanità recuperata e fatta esplodere attraverso il free, un poco di World Saxophone Quartet per la sapienza nella armonizzazione dei fiati, un pizzico di Brotherhood of Breath per l’abilità nel dar risalto alla gioiosità melodica dei brani. Ma riassumere Guewel in questo modo sarebbe riduttivo e ingiusto nei confronti di Harris Eisenstadt, batterista e compositore di Toronto che riunisce in questo album alcune delle voci più interessanti della scena creativa nordamericana.
Perché l’impasto tra i tre ottoni e il sax baritono risulta davvero inconsueto e dà origine a tessiture che escono dai soliti canoni del genere. Perché Eisenstadt, nonostante la presenza di grandi solisti, mette in campo tutta la propria abilità di leader e cura gli incastri sonori e le preziosità timbriche piuttosto che le esibizioni muscolari e fini a se stesse. Perché le geometrie degli arrangiamenti sono essenziali, sobrie, con un’attenta valorizzazione di pause e silenzi che esalta la genuinità tribale delle composizioni.

Riflessione in musica su due distinti viaggi in Gambia e in Senegal con relativa immersione nella cultura e nelle tradizioni locali, Guewel è il tentativo riuscito da parte di Eisenstadt di fissare su pentagramma appunti di un viaggio verso le radici africane della musica improvvisata, interpretate e rielaborate da musicisti dalla mente aperta.

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